PAELLA DE UALOS

Continuo a rivedere me proprio a Ualos, seduta in quella lussureggiante terrazza all’imbrunire, con un vento caldo, ma piacevole, carico del profumo del mare. Adoro la Spagna, la sua gente, i suoi colori i suoi profumi. Continuo a rivedermi tra i vicoli e le strade affollate di gente festante. Avete mai fatto caso che la gente che vive vicino al mare è sempre gioiosa, assetata di vita e di passione? Amo la musicalità della loro lingua; mi affascina come sia possibile che tutti quanti in questo mondo siamo dotati degli stessi organi per parlare ma li usiamo in modo del tutto singolare. Pensate agli indiani, ai tedeschi, agli africani, le loro lingue non hanno niente in comune. Quando uno spagnolo parla io non lo guardo negli occhi ma sono rapita dai movimenti della sua bocca. Cerco di carpire le evoluzioni della mandibola e della lingua che alla fine danno quel suono per me affascinante. Come vorrei essere lì, seduta su quella terrazza con al tavolo una Paella. E’ un piatto che riflette, se vogliamo, anche il modo di essere degli spagnoli: colorato, variegato, profumato, sorprendente e che sa tanto di casa.

 Ualos rappresenta per me tutto quello che immagino sia la Spagna. Ualos esiste solo nella testa di Massimo Troisi e nel ricordo di tutta la mia famiglia. Avremo visto un centinaio di volte il film “Non ci resta che piangere”, tanto di ricordarne a memoria quasi tutte le battute.

Un giorno ci andrò, per ora questo è solo frutto della mia immaginazione Ci andrò, ne sono certa. Da tanto volevo cimentarmi nella preparazione di questo piatto, di cui esistono mille varietà. Ero abbastanza intimorita da quella che fa il mio vicino, Raffaele, un maestro della cucina con il pesce, un cuoco d’alto livello. Prima o poi dovevo buttarmi. La ricetta avuta in anteprima da Eleonora prima che la pubblicasse (grazie Ele, sei un tesoro!) prevede solo l’utilizzo di frutti di mare e, ricordando la versione fatta da mio papà, ho pensato di arricchirla con l’aggiunta di carne mista. Praticamente si avvicina alla versione catalana. Il risultato è stato ottimo.
Ingredienti per 6 persone
1 cipolla tritata
1 peperone grande (o 2 piccoli) rosso
100 g di piselli
4 pomodori
2 spicchi di aglio
½ scatola di pomodoro pelato a pezzetti
250 g di gamberi sgusciati
600 g di cozze
300 g di vongole
6 gamberoni, uno a porzione (anche se io ne ho usati solo 3)
300 g di totani tagliati ad anelli
350 g di tocchetti di carne mista (pollo, maiale, agnello, vitello)
2 nodi di salsiccia
400 g di riso Carnaroli
1/3 di bicchiere di vino bianco
1 mazzo di prezzemolo
1 bustina di zafferano (io non ne avevo e ho fatto senza)
sale
pepe nero macinato
olio e.v.o.
Togliere dai gamberi sgusciati l’intestino, in pratica il filo grigio che hanno sul dorso, con l’aiuto di uno stecchino. Bisogna bucare trasversalmente il dorso del gambero vicino al filo grigio e forare entrambe le parti del corpo. Appena si solleva lo stecchino in alto si porta via pure una parte del  filo. Procedere a tirare tutto l’intestino dalla parte forata. Mettere i gamberetti sgusciati in una ciotola.  Bollire i gamberoni in acqua (in pratica è un fumetto) che verrà poi usata per il riso, quindi va conservata. Pulire e tritare il prezzemolo e conservare in una ciotola. Pulire le cozze e spurgare le vongole in abbondante acqua salata per circa 30 minuti. In tal modo le vongole rilasceranno la sabbia contenuta dentro la conchiglia. In un tegame mettere un filo di olio e, quando questo è caldo, versare le cozze; coprire il tegame aspettando che le cozze si schiudano. Sfumare con il vino bianco e aggiungere il pomodoro pelato e cuocere 5 minuti. Aggiungere 2 pugni di prezzemolo tritato e pepe macinato. Scolare le cozze conservando l’acqua con il pomodoro che verrà aggiunta al fumetto di gamberoni. In un altro tegame mettere uno spicchio di aglio e un filo di olio. Appena l’aglio comincia a dorarsi aggiungere le vongole precedentemente pulite sotto l’acqua. coprire e continuare a cuocere fino a quando non saranno tutte aperte. Aggiungere una manciata di prezzemolo tritato.  conservare l’acqua delle vongole. Quando il tutto si sarà raffreddato togliere dal guscio la metà delle cozze e delle vongole e mettere il tutto in una ciotola. Alla metà delle cozze rimasta, togliere una valva e lasciare il mollusco nell’altra, mentre lasciare le restanti vongole con entrambe le valve. Questa differenza la faccio perché la valva di vongola è più piccola e si potrebbe nascondere tra il riso e attenterebbe alla vostra dentatura. Meglio lasciare le vongole, quindi con la conchiglia intera (2 valve). Conservare entrambi i tipi di molluschi nella stessa ciotola. Unire il sughetto delle vongole con quello delle cozze e dei gamberoni. Portare il sugo ottenuto a 1 litro e 750 ml con l’aggiunta di acqua. Tagliare i pomodori a pezzettini piccolissimi dopo averli privati dei semi. Tagliare il peperone a pezzetti. In una padella, mettere un filo d’olio e la cipolla tritata e appena questa diventa bionda, aggiungere sia i pomodori che il peperone tagliato. Cuocere 5 minuti e aggiungere i bocconcini di carne e la salsiccia tagliata in piccoli pezzi. Mettere il tutto da parte. Scaldare, salare e pepare il sughetto allungato con acqua che si userà per far gonfiare il riso. In una padella per paella o una casseruola bassa (io ho usato la casseruola in rame e acciao di Mepra, una meraviglia!) mettere la verdura e la carne e aggiungere i gamberi sgusciati e i calamari tagliati. Unire il riso, far tostare un poco e girare in continuazione con un cucchiaio di legno. Versare il sughetto precedentemente scaldato e salato. Muovere il tutto delicatamente e abbassare la fiamma perchè non deve essere troppo viva. Schiacciare uno spicchio di aglio e aggiungerlo insieme al prezzemolo tritato e allo zafferano (io non ne avevo). Coprire e, appena il riso avrà assorbito metà del liquido, aggiungere le cozze e le vongole, con e senza conchiglia, i piselli (io ho usato quelli congelati, aggiunti a crudo) e sopra ho adagiato i gamberoni bolliti. Continuare la cottura a fuoco basso fin tanto che non si sarà assorbito tutto il liquido. Finire con una spolverata di prezzemolo tritato e una spolverata di pepe.

14 Comments

  • Tinny ha detto:

    Credo sia meglio che il Ciccio non lo veda questo post…Comunque, anch'io la faccio così, mista è molto più buona! Bacini Ciccina.

  • Renza ha detto:

    Anch'io adoro la Spagna e la sua cucina! E la paella che preferisco e quella come la tua, mista!
    Ciao e buon week end!

  • @Tinny: credo anche io, altrimenti me lo trovo a casa :))))

    @Renza: io non ci sono mai stata ma vorrei tanto andarci, spero presto. Questa versione credo sia la migliore. baci

  • Lenia ha detto:

    Spagna e un paese che vorrei visitare!Che bel piatto,ricco di sapori e colori!Un bacione,carina!Buon w/e!

  • Sonia ha detto:

    parlannu cu tia: a me degli spagnoli non mi frega nulla 🙂 mi stanno simpatici un sacco, vivono in un paese magnifico, lingua neolatina e melodica… ma di fronte alla tua paella sono inezie!! ma che hai fatto??? uno spettacolo!!! ma quanto sei brava? poi della paellera che ne fai???? 😀 baciuzzzzzzi :XX

  • veramente, veramente uno spettacolo!!!!secondo me la versione con la carne è molto più buona perchè toglie un po' il sapore "insipidino" dei frutti di mare!!!è un piatto che, se non fosse per quanto tempo e quanta pazienza si vuole, si potrebbe proporre per ogni tipo di ospite!!Brava Elena, anche le foto sono belle!

  • Rafil ha detto:

    e se ti dicessi che è tra le più belle che io abbia mai visto? Ci crederesti???
    Ma puoi fidarti 😉 bravissima Elena!!!

  • @Lenia:allora ci andremo insieme, che ne dici? 😀 Un bacio

    @Sonia: La casseruola è mia, ci tenti sempre! Ti posso dire che qualsiasi cosa vi abbia cucinato è sempre venuta benissimo. Se vuoi vieni a casa e la usi, ma a prestartela…non mi fido…ho un brutto presentimento…Per la paella, sei troppo buona . Baciux

    @Spunti & co.: concordo con te sulla versione con la carne e con la pazienza che ci vuole a farla. Bisogna voler tanto bene agli ospiti per pensare di prepararla. io ad esempio l'ho fatta per mia sorella. Grazie per l'apprezzamento sulle foto. Un bacio e buona domenica, immagino tutte quante davanti ad un tè, giusto? 🙂

    @Rafil:…diciamo che questi apprezzamenti mi imbarazzano, grazie. Facciamo che io ti spiego come si fa se tu mi insegni i segreti dei tuoi dolci e della tua rosticceria, ok? un abbraccio

  • Fabipasticcio ha detto:

    Golosità pura! Se ci avessi messo anche le olive verdi avresti avuto quella alla moda delle Canarie, ma è sempre buona, anzi buonissima! Buona domenica cara!

  • La Gaia Celiaca ha detto:

    accipicchia che signor piatto! io non ho mai osato la paella, complessa, lunga, difficile.
    sei stata bravissima elena, veramente complimenti!

  • @Fabiana: davvero? io non la conosco quella delle Canarie; proverò la prossiam volta, grazie :))

    @Gaia: è vero è lunga, ma difficile non direi. Bisogna armarsi di tanta pazienza. Ne vale la pena, io mi butterei fossi in te! grazie e baci :XX

  • Valentina ha detto:

    Piatto ricco mi ci ficco..è tanto che penso di farla e mi HAI CONVINTO!

  • @Vale: e io ne sono contentissima! Non te ne pentirai 🙂

  • Sapessi quante ne ho mangiate di paelle quando sono stata in spagna, per non parlare poi della crema catalane e della mitica sangria. ma la tua paella agli spagnoli ci fa un baffo.

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